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La Nuova Legge Tunisina sulle Associazioni

La Nuova Legge Tunisina sulle Associazioni

Pubblicato su “Il Corriere di Tunisi” Corriere Euromediterraneo – N° 100 (Nuova Serie) 25 Novembre 2011

La rivoluzione del 14 Gennaio in Tunisia non ha portato soltanto l’allontanamento del vecchio Presidente ed un relativo percorso di riorganizzazione politica e partitica. Il nuovo Governo di transizione ha anche cominciato a sviluppare un percorso di innovazione legislativa, in linea con i saldi principi di un vero percorso democratico.

Ne è chiaro esempio la legge n° 88/ 2011 del 24 settembre 2011 – 3 Dhu l- Qa’da 1432, a favore di un sistema di associazionismo equo, trasparente e nello spirito di un processo di democratizzazione, totalmente agli antipodi rispetto alla vecchia legge che di fatto condizionava fortemente la composizione amministrativa e dirigenziale delle stesse associazioni e poneva limiti ferrei al loro riconoscimento proteggendo apparentemente la partecipazione tunisina ma realmente permettendo l’utilizzo di tale forma per scopi di tipo personale in un clima di (ormai nota) aperta corruzione.

La legge sulle associazioni non è importante per il solo fatto della sua innovazione ma anche in quanto, nel quadro di una riforma normativa che interesserà buona parte delle aree di diritto civile e commerciale, mostra già le linee che presumibilmente saranno tenute presenti in tutte le altre nuove leggi.

Si parte quindi da un provvedimento rivoluzionario che interessa le associazioni No Profit, di particolare interesse comunque in una realtà come quella tunisina, ma si prevede l’ importanza di una tale riforma pensando alle società commerciali ed economiche.

Il testo legislativo è stato redatto con l’attenzione di chi, osservando il sistema democratico, ha voluto utilizzare i principi e la impostazione normativa europea, italiana e francese in particolare, ed infatti la prima parte della legge, rubricata come “Principi Generali” chiarisce immediatamente che scopo della legge è quello di assicurare la libertà della formazione delle associazioni ed il diritto di adesione in organizzazioni civili mantenendo l’indipendenza, così come promulga quali principi fondamentali della legge la democrazia, il pluralismo, la trasparenza e la legalità nonché i diritti dell’uomo.

Altresì è chiaro il divieto di utilizzare le attività e l’associazionismo per fomentare la violenza o l’intolleranza o la discriminazione religiosa, sessuale e razziale.

Se già questi principi erano presenti nella Costituzione Tunisina che, anche negli anni del regime, si era distinta per essere formalmente ispirata ai principi costituzionali di Stati democratici come l’Italia e la Francia, la sua reale consistenza non aveva però trovato applicazione in testi normativi che limitavano la libertà e la eguaglianza nell’espressione sociale più immediata e diretta, cioè l’associazionismo.

Se in Italia il fenomeno delle Associazioni è stato storicamente visto come la manifestazione più ampia di libertà, tanto da essere permesso, nel territorio italiano la creazione di associazioni non riconosciute che svolgano attività in comune purchè democraticamente orientate, in Tunisia ciò non era concepibile così come, di conseguenza, rappresentava un limite la possibilità che associazioni straniere potessero in qualsiasi maniera trovare riconoscimento nel territorio tunisino.

La legge tunisina rivoluziona anche il suo stretto concetto di protezionismo nei confronti degli stranieri tanto da permettere, oggi, di creare associazioni anche interamente formate da stranieri non residenti, e tale innovazione ha trovato il plauso di quanti, che ormai da tanti anni, svolgono con passione attività in associazioni pur non essendo tunisini, e che finalmente trovano eliminata una barriera tra sé e la terra dove lavorano.

Il contenuto della legge prevede poi tutte le norme relative al funzionamento ed alla organizzazione dell’associazione, alla pari con le norme europee che disciplinano la materia, senza discostarsi da parametri normativi ormai consolidati ed ampiamente seguito nel resto del mondo.

Oggi quindi si apre una nuova pagina legislativa in Tunisia e nuove opportunità per chiunque, tunisino o straniero, voglia finalmente e senza limitazioni (se non quelle ovvie della istigazione alla violenza ed alla discriminazione) svolgere attività manifestando assoluta libertà di pensiero e di espressione.

Gli operatori del diritto nazionali ed internazionali, come la scrivente, hanno ora lo sguardo puntato sulla direzione che questa nuova Tunisia sta prendendo e supporteranno tutti gli operatori economici verso una evoluzione democratica in applicazione alle leggi in itinere.

Pubblicato su “Il Corriere di Tunisi” Corriere Euromediterraneo – N° 100 (Nuova Serie) 25 Novembre 2011

La rivoluzione del 14 Gennaio in Tunisia non ha portato soltanto l’allontanamento del vecchio Presidente ed un relativo percorso di riorganizzazione politica e partitica. Il nuovo Governo di transizione ha anche cominciato a sviluppare un percorso di innovazione legislativa, in linea con i saldi principi di un vero percorso
democratico.
Ne è chiaro esempio la legge n° 88/ 2011 del 24 settembre 2011 – 3 Dhu l- Qa’da 1432, a favore di un sistema di associazionismo equo, trasparente e nello spirito di un processo di democratizzazione, totalmente agli antipodi rispetto alla vecchia legge che di fatto condizionava fortemente la composizione
amministrativa e dirigenziale delle stesse associazioni e poneva limiti ferrei al loro riconoscimento proteggendo apparentemente la partecipazione tunisina ma realmente permettendo l’utilizzo di tale forma per scopi di tipo personale in un clima di (ormai nota) aperta corruzione.
La legge sulle associazioni non è importante per il solo fatto della sua innovazione ma anche in quanto, nel quadro di una riforma normativa che interesserà buona parte delle aree di diritto civile e commerciale, mostra già le linee che presumibilmente saranno tenute presenti in tutte le altre nuove leggi.
Si parte quindi da un provvedimento rivoluzionario che interessa le associazioni No Profit, di particolare interesse comunque in una realtà come quella tunisina, ma si prevede l’ importanza di una tale riforma pensando alle società commerciali ed economiche. Il testo legislativo è stato redatto con l’attenzione di chi, osservando il sistema democratico, ha voluto utilizzare i principi e la impostazione normativa europea, italiana e francese in particolare, ed infatti la prima parte della legge, rubricata come “Principi Generali” chiarisce immediatamente che scopo della legge è quello di assicurare la libertà della formazione delle associazioni ed il diritto di adesione in organizzazioni civili mantenendo l’indipendenza, così come promulga quali principi fondamentali della legge la democrazia, il pluralismo, la trasparenza e la legalità nonché i diritti dell’uomo.
Altresì è chiaro il divieto di utilizzare le attività e l’associazionismo per fomentare la violenza o l’intolleranza o la discriminazione religiosa, sessuale e razziale.
Se già questi principi erano presenti nella Costituzione Tunisina che, anche negli anni del regime, si era distinta per essere formalmente ispirata ai principi costituzionali di Stati democratici come l’Italia e la Francia, la sua reale consistenza non aveva però trovato applicazione in testi normativi che limitavano la libertà e la eguaglianza nell’espressione sociale più immediata e diretta, cioè l’associazionismo.
Se in Italia il fenomeno delle Associazioni è stato storicamente visto come la manifestazione più ampia di libertà, tanto da essere permesso, nel territorio italiano la creazione di associazioni non riconosciute che svolgano attività in comune purchè democraticamente orientate, in Tunisia ciò non era concepibile così come, di conseguenza, rappresentava un limite la possibilità che associazioni straniere potessero in qualsiasi maniera trovare riconoscimento nel territorio tunisino.
La legge tunisina rivoluziona anche il suo stretto concetto di protezionismo nei confronti degli stranieri tanto da permettere, oggi, di creare associazioni anche interamente formate da stranieri non residenti, e tale innovazione ha trovato il plauso di quanti, che ormai da tanti anni, svolgono con passione attività in associazioni pur non essendo tunisini, e che finalmente trovano eliminata una barriera tra sé e la terra dove lavorano.
Il contenuto della legge prevede poi tutte le norme relative al funzionamento ed alla organizzazione dell’associazione, alla pari con le norme europee che disciplinano la materia, senza discostarsi da parametri normativi ormai consolidati ed ampiamente seguito nel resto del mondo.
Oggi quindi si apre una nuova pagina legislativa in Tunisia e nuove opportunità per chiunque, tunisino o straniero, voglia finalmente e senza limitazioni (se non quelle ovvie della istigazione alla violenza ed alla discriminazione) svolgere attività manifestando assoluta libertà di pensiero e di espressione.
Gli operatori del diritto nazionali ed internazionali, come la scrivente, hanno ora lo sguardo puntato sulla direzione che questa nuova Tunisia sta prendendo e supporteranno tutti gli operatori economici verso una evoluzione democratica in applicazione alle leggi in itinere.
Avv. Alessandra Bellanca
Giambrone Law | Studio Legale Internazionale

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