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Riconoscimento della Cittadinanza Italiana per via Materna

Riconoscimento della Cittadinanza Italiana per via Materna

Pubblicato “Il Corriere di Tunisi” Corriere Euromediterraneo – N° 108 (Nuova Serie) 31 Maggio 2012 7

Il riconoscimento della cittadinanza italiana, consiste nella ricognizione del possesso dello status civitatis di un soggetto, discendente dal cittadino italiano fino al 4 grado, derivatogli secondo il principio dello iure sanguinis.
Tuttavia, è necessario sottolineare, che all’epoca ed anche ai tempi abbastanza recenti (fino al 1983), la trasmissione della cittadinanza italiana avveniva solo per via paterna: “è cittadino il figlio di padre cittadino”.
Viceversa, la madre trasmetteva il diritto alla cittadinanza ai discendenti nati prima del 1 gennaio 1948 (entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana) solo in ipotesi residua.
Inoltre, la donna perdeva l’originaria cittadinanza italiana in caso di matrimonio con uno straniero.
Suddetta regola si applicava anche in caso di matrimonio tra una cittadina italiana e un cittadino tunisino. Pertanto, la cittadina italiana perdeva automaticamente la cittadinanza italiana e i suoi figli diventavano automaticamente cittadini tunisini.
Nel 1975, Corte Costituzionale, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 10 della legge del 1912, n. 555, nella parte che prevedeva la perdita di cittadinanza italiana indipendentemente dalla volontà della donna.
In seguito, la legge n.151 del 1975 ha stabilito che la donna che abbia per tali motivi perso la cittadinanza, la riacquista attraverso la presentazione di una dichiarazione effettuata all’autorità competente.
Tale dichiarazione ha efficacia diversa indipendentemente dalla data del matrimonio:
* Laddove il matrimonio sia stato celebrato prima dell’entrata in vigore della Costituzione del 1948, si ha interruzione della cittadinanza sino al giorno della presentazione della dichiarazione.
* Laddove, diversamente, il matrimonio sia stato celebrato a seguito dell’entrata in vigore della Costituzione del 1948 si ha riconoscimento del possesso ininterrotto della cittadinanza.
Nel 1983 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge del 1912, n. 555 nella parte in cui non prevede che sia cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina.
Malgrado ciò, il parere reso dal Consiglio di Stato n. 105 del 1983 ha limitato l’efficacia di tale sentenza con la conseguenza che i figli di cittadine italiane sposate con cittadini stranieri e nati prima del 1 gennaio del 1948, non acquisivano il diritto al riconoscimento della cittadinanza italiana. Diversamente, i figli nati dopo potevano ottenere la cittadinanza in via amministrativa o giudiziale.
Con l’intervento della Corte di Cassazione del 2009 la Corte afferma che “il diritto di cittadinanza in quanto “status” permanente ed imprescrittibile, salva l’estinzione per effetto di rinuncia da parte del richiedente, è “giustiziabile” in ogni tempo (anche in caso di pregressa morte dell’ascendente o del genitore dai quali deriva il riconoscimento) per effetto perdurante anche dopo l’entrata in vigore della Costituzione dell’ illegittima privazione dovuta alla norma discriminatoria dichiarata incostituzionale.”
Successivamente a tale pronuncia del 2009 i giudici del Tribunale di Roma hanno emesso diverse sentenze di riconoscimento della cittadinanza italiana a figli e discendenti di cittadina italiana, nati prima del 1948.
In definitiva, ci sono 3 ipotesi di riconoscimento della cittadinanza italiana in via materna:
* I figli nati dopo il 1 gennaio del 1948 di donne sposate dopo il 1 gennaio del 1948: essi possono ottenere il riconoscimento di cittadinanza in via amministrativa rivolgendosi all’autorità competente * I figli nati dopo il 1 gennaio del 1948 delle donne sposate prima del 1 gennaio del 1948 possono ottenere il riconoscimento di cittadinanza in via giudiziale * I figli nati prima del 1 gennaio del 1948 possono ottenere il riconoscimento di cittadinanza solo in via giudiziale Possiamo concludere che, grazie agli ultimi interventi della giurisprudenza, ad oggi il nostro Paese ha compiuto importanti progressi in termini di riconoscimento della cittadinanza italiana per via materna e, di conseguenza, di apertura dei propri confini.

Pubblicato “Il Corriere di Tunisi” Corriere Euromediterraneo – N° 108 (Nuova Serie) 31 Maggio 2012 7

Il riconoscimento della cittadinanza italiana, consiste nella ricognizione del possesso dello status civitatis di un soggetto, discendente dal cittadino italiano fino al 4 grado, derivatogli secondo il principio dello iure sanguinis.
Tuttavia, è necessario sottolineare, che all’epoca ed anche ai tempi abbastanza recenti (fino al 1983), la trasmissione della cittadinanza italiana avveniva solo per via paterna: “è cittadino il figlio di padre cittadino”.
Viceversa, la madre trasmetteva il diritto alla cittadinanza ai discendenti nati prima del 1 gennaio 1948 (entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana) solo in ipotesi residua.
Inoltre, la donna perdeva l’originaria cittadinanza italiana in caso di matrimonio con uno straniero.
Suddetta regola si applicava anche in caso di matrimonio tra una cittadina italiana e un cittadino tunisino. Pertanto, la cittadina italiana perdeva automaticamente la cittadinanza italiana e i suoi figli diventavano automaticamente cittadini tunisini.
Nel 1975, Corte Costituzionale, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 10 della legge del 1912, n. 555, nella parte che prevedeva la perdita di cittadinanza italiana indipendentemente dalla volontà della donna.
In seguito, la legge n.151 del 1975 ha stabilito che la donna che abbia per tali motivi perso la cittadinanza, la riacquista attraverso la presentazione di una dichiarazione effettuata all’autorità competente.
Tale dichiarazione ha efficacia diversa indipendentemente dalla data del matrimonio:
* Laddove il matrimonio sia stato celebrato prima dell’entrata in vigore della Costituzione del 1948, si ha interruzione della cittadinanza sino al giorno della presentazione della dichiarazione.
* Laddove, diversamente, il matrimonio sia stato celebrato a seguito dell’entrata in vigore della Costituzione del 1948 si ha riconoscimento del possesso ininterrotto della cittadinanza.
Nel 1983 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge del 1912, n. 555 nella parte in cui non prevede che sia cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina.
Malgrado ciò, il parere reso dal Consiglio di Stato n. 105 del 1983 ha limitato l’efficacia di tale sentenza con la conseguenza che i figli di cittadine italiane sposate con cittadini stranieri e nati prima del 1 gennaio del 1948, non acquisivano il diritto al riconoscimento della cittadinanza italiana. Diversamente, i figli nati dopo potevano ottenere la cittadinanza in via amministrativa o giudiziale.
Con l’intervento della Corte di Cassazione del 2009 la Corte afferma che “il diritto di cittadinanza in quanto “status” permanente ed imprescrittibile, salva l’estinzione per effetto di rinuncia da parte del richiedente, è “giustiziabile” in ogni tempo (anche in caso di pregressa morte dell’ascendente o del genitore dai quali deriva il riconoscimento) per effetto perdurante anche dopo l’entrata in vigore della Costituzione dell’ illegittima privazione dovuta alla norma discriminatoria dichiarata incostituzionale.”
Successivamente a tale pronuncia del 2009 i giudici del Tribunale di Roma hanno emesso diverse sentenze di riconoscimento della cittadinanza italiana a figli e discendenti di cittadina italiana, nati prima del 1948.
In definitiva, ci sono 3 ipotesi di riconoscimento della cittadinanza italiana in via materna:
* I figli nati dopo il 1 gennaio del 1948 di donne sposate dopo il 1 gennaio del 1948: essi possono ottenere il riconoscimento di cittadinanza in via amministrativa rivolgendosi all’autorità competente * I figli nati dopo il 1 gennaio del 1948 delle donne sposate prima del 1 gennaio del 1948 possono ottenere il riconoscimento di cittadinanza in via giudiziale * I figli nati prima del 1 gennaio del 1948 possono ottenere il riconoscimento di cittadinanza solo in via giudiziale Possiamo concludere che, grazie agli ultimi interventi della giurisprudenza, ad oggi il nostro Paese ha compiuto importanti progressi in termini di riconoscimento della cittadinanza italiana per via materna e, di conseguenza, di apertura dei propri confini.

Avv. Serena Torrente e la dott.ssa Elze  Obrikyte

Giambrone Law | Studio Legale Internazionale

Leggi l'articolo in: Francese

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